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  • Pubblicato Venerdì, 09 Novembre 2012 01:00

Usa confermano dazi contro celle solari Cina; Ue apre indagine

Ecalation della disputa commerciale sul fotovoltaico fra Cina e occidente

Fonti: PHOTON; United States International Trade Commission; Commissione Europea

La Commissione per il commercio internazionale statunitense (ITC) ha confermato ieri la decisione del Dipartimento dell’energia (DOE) di imporre dazi antidumping retroattivi alle importazioni di celle solari in silicio cristallino da parte di aziende cinese negli Stati Uniti. Il dicastero per il commercio lo scorso ottobre aveva imposto tariffe antidumping comprese tra il 18 a il 250 per cento a diversi produttori solari cinesi.

Nel frattempo, La Commissione Europea ha avviato oggi un indagine antisussidi sulle importazioni di moduli fotovoltaici, celle solari e wafer effettuate da aziende cinesi sul mercato dell’Unione Europea. La CE ha avviato l’indagine sulla base di una denuncia inoltrata lo scorso 26 settembre da parte dell’associazione dei produttori fotovoltaici europei EUProsun. Secondo quanto comunicato dalla CE, si tratta dell’indagine antisussidi più importante mai avviata sino a ora in considerazione dei notevoli volumi di importazioni pari a 21 miliardi di euro registrati nel solo 2011. L’indagine potrà durare al massimo 13 mesi e potrebbe portare all’introduzione di dazi compensativi provvisori già dopo 9 mesi, «purché siano state riscontrate prove evidenti di sussidi». La CE avvierà ora una consultazione con tutte le parti interessate. La stessa CE aveva avviato un’indagine antidumping sulle importazioni solari cinesi lo scorso 6 settembre, sempre su richiesta dell’associazione EUProsun. Tale indagine potrà durare al massimo 15 mesi. EUProsun, guidata dal produttore solare tedesco Solarworld AG ha emesso un comunicato stampa per esprimere il proprio apprezzamento per la decisione della CE, sostenendo che due dei maggiori produttori solari cinesi, Suntech e LDK Solar, hanno ricevuto apertamente sussidi dal governo nazionale e da alcuni governi regionali cinesi nel corso del 2012 nonostante le loro pesanti perdite. L’associazione rivale European Alliance for Affordable Solar Energy (AFASE) ha chiesto alla CE di non introdurre dazi compensativi per proteggere l’industria solare europea, sostenendo che tale operazione contribuirebbe ad alzare i prezzi dei prodotti fotovoltaici a svantaggio delle stesse aziende europee.

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