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  • Pubblicato Venerdì, 26 Ottobre 2012 02:00

Seimila posti di lavoro a rischio nel fotovoltaico, dice GIFI

Allarme del GIFI: nel 2012 l'occupazione nel settore calerà del 27%

Fonti: GIFI/ANIE; PHOTON

L’associazione Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane (GIFI) ha lanciato l'allarme riguardo a possibili perdite di posti di lavoro nell'industria fotovoltaica italiana. Secondo l'associazione, alla fine del 2012 il calo occupazionale sarà di circa il 27 per cento rispetto all'anno precedente, mentre per il 2013 è previsto un ulteriore calo del 7 per cento. L'associazione imputa alla situazione economica e alla politica incerta del governo in materia di fotovoltaico la causa di tale difficile situazione. «Siamo preoccupati – spiega Valerio Natalizia, Presidente di ANIE/GIFI, la voce fotovoltaica di Confindustria – saranno oltre 6 mila i lavoratori del fotovoltaico che perderanno il lavoro. Sono in pericolo ingegneri e tecnici. Personale altamente qualificato per il quale le aziende hanno investito ingenti somme per la loro formazione. Il rischio è che questi dati già drammatici possano essere rivisti ulteriormente al ribasso».

“Quello che ci lascia molto perplessi – continua Natalizia - è il totale silenzio delle istituzioni e dei media sulla crisi dell’industria fotovoltaica italiana. Nell’ambito delle consultazioni avviate sulla SEN, siamo pronti a dare il nostro contributo attraverso un pacchetto di proposte per dare continuità al mercato”. “Basterebbero – conclude Natalizia – interventi immediati di natura non-monetaria e a costo zero per i consumatori: la liberalizzazione del mercato elettrico per agevolare la vendita diretta di energia prodotta dagli impianti fotovoltaici a privati e aziende posti in prossimità degli impianti stessi; l’innalzamento dello scambio sul posto per supportare l’autoconsumo; l’introduzione/estensione delle detrazioni fiscali sulla spesa iniziale anche per le aziende; la facilitazione dell’accesso al credito a condizioni vantaggiose per le aziende. Chiediamo al Governo che le nostre proposte siano finalmente ascoltate”.

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