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  • Pubblicato Lunedì, 14 Ottobre 2013 19:12

Investimenti in energie rinnovabili calano per secondo anno consecutivo

Nel terzo trimestre 2013, gli investimenti in rinnovabili, efficienza energetica, reti intelligenti, sistemi di accumulo e veicoli elettrici sono calati del 14% nel mondo rispetto al secondo trimestre e il 20% rispetto al terzo trimestre 2012. Il calo sembra dovuto alla diminuzione degli incentivi in Europa e al gas naturale statunitense a buon mercato, che ha attirato nuove risorse.

Fonti: Bloomberg; qualenergia.it

Pare proprio che il 2013 sarà il secondo anno di fila, dal 2011, a vedere un declino degli investimenti verdi. Lo indica un rapporto di Bloomberg New Energy Finance.

Nel terzo trimestre 2013 nel mondo si sono investiti in rinnovabili, efficienza energetica, smart grid, storage e veicoli elettrici 45,9 miliardi di dollari: il 14% in meno rispetto al secondo trimestre e il 20% in meno rispetto al terzo trimestre 2012. Sembra chiaro che il totale a fine anno sarà nettamente inferiore ai 281 miliardi investiti nel 2012.

Gli investimenti nell'energia pulita a livello mondiale, dunque, continuano a calare, dato che un declino dell'11% si era già vissuto dal 2011 al 2012. Anche se, va ricordato, siamo ancora su livelli molto alti rispetto al passato: in questo ultimo trimestre “avaro” si è comunque investito tanto quanto nel 2004 si era investito in un anno intero, mentre tecnologie come il fotovoltaico stanno andando incontro all'ennesimo record per potenza annuale installata.

Si registra un calo degli investimenti praticamente ovunque, non solo in Europa e negli Usa, ma anche in Cina e rallenta la crescita anche il Brasile. Unici mercati in cui la green economy in questo trimestre è continuata a crescere a ritmi sostenuti sono il Canada e il resto dell'America latina.

Michael Liebreich, Amministratore delegato di Bloomberg New Energy Finance, pur ricordando che la green economy muove ancora cifre enormi, parla di una “perdita di slancio preoccupante” in atto dal 2011. Tra le cause citate, l'incertezza delle politiche di supporto in Europa, il boom del gas a basso prezzo negli Usa, il fatto che in Cina si sia raggiunto una sorta di plateau negli investimenti in eolico e fotovoltaico e, in generale, un indebolimento della volontà politica nelle più grandi economie mondiali, che, distratte da altre incombenze, non stanno agendo come dovrebbero per contrastare il global warming.

Anche in questo panorama non mancano comunque segnali positivi. Ad esempio, performance ottima è quella registrata in Borsa dalle azioni delle aziende dell'energia pulita. Quelle delle 96 monitorate dal WilderHill New Energy Global Innovation Index, il NEX, hanno visto il loro valore aumentare del 47% nel corso del 2013 e del 74% rispetto al minimo toccato a luglio 2012.

Come detto, sta andando molto bene, in quanto a installazioni, il fotovoltaico: la previsione BNEF è che a fine 2013 si batta un nuovo record, arrivando a circa 37,6 GW di nuova potenza installata, anche se gli investimenti cumulati caleranno per effetto dei costi diminuiti.

In generale a tenere sono soprattutto le piccole installazioni da rinnovabili: quelle sotto al MW di potenza – soprattutto fotovoltaico su tetto – hanno attratto nel terzo trimestre 17 miliardi di investimenti, la stessa cifra del trimestre precedente, e circa 3 miliardi in meno rispetto allo stesso trimestre del 2012. Calano invece in misura maggiore le rinnovabili utility-scale, cioè le taglie sopra il MW: nel terzo trimestre 2013 siamo a 26,4 miliardi contro i 31,9 del secondo e i 34,8 del terzo 2012.

Il 2013 si attesta infine come peggior anno dal 2005 per venture capital e private equity, che vedono investimenti quasi dimezzati rispetto al trimestre precendete: 724 milioni contro 1,3 miliardi del secondo e 1,1 miliardi del terzo 2012.

Per venire al dettaglio dei paesi, infine: negli Usa gli investimenti cleantech sono scesi dai 9,4 miliardi del secondo trimestre ai 5,5 nel terzo, in Cina si è passati da 13,8 a 13 miliardi, in India da 1,5 a 1,2, in Giappone da 7,4 a 7,3, in Brasile c'è stato un modesto aumento da 950 milioni a 1,1 miliardi. Calo anche in Europa, con l'eccezione del nostro paese dove c'è stato un minimo aumento dal secondo al terzo trimestre (da 1,2 a 1,3 miliardi) e del Regno Unito, dove si è passati da 1,7 a 2,6 miliardi. In Germania, infatti, gli investimenti in energie pulite sono calati leggermente trimestre su trimestre (da 1,7 a 1,6 miliardi) mentre in Francia sono scesi da 1,2 miliardi a 727 milioni.

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